
Cinquecento anni dopo la morte di LEONARDO da VINCI è nato di nuovo un LEONARDO: non a VINCI, ma a MIRANO.


Cinquecento anni dopo la morte di Leonardo Da Vinci è nato di nuovo un Leonardo: non a Vinci, ma a Mirano. Geniale come il primo e altrettanto curioso e clownesco.
Anche quello di Mirano ha soltanto la madre, clownesca anche lei; il papà non si sa, dicono sia un forestiero. Il nostro Leonardo da Mirano ha però uno zio Orazio da Napoli, un appassionato allevatore di PICCIONI e pronto a sostenere il nostro Leo in ogni sua impresa. Riuscirà il nostro Leonardo da Mirano, grazie allo zio, a sua madre e a Colomba la sua amica del cuore, a concludere le invenzioni e realizzare il sogno del Leonardo da Vinci di 500 anni fa, e cioè a volare?
A spiccare il volo non da Vinci ma da Mirano e come un novello Astolfo volare verso la Luna ed oltre. Almeno questa è l’idea, ma non sempre i geni sono così geniali. Lasciamo a lui questa impresa e facciamo il tifo per il nuovo Leonardo da Mirano, così fra 500 anni ci sarà di nuovo una grande festa per ricordarlo.
Con la testa riusciamo a capire tante cose.
E’ la logica, con la quale possiamo costruire un mondo che può funzionare. Ma non c’è solo la testa, c’è anche la pancia che vuole la sua parte e dando ragione alla pancia la ragione sparisce.
Seguiamo il nostro desiderio, il sentimento, sentiamo che l’intuito ci guida in situazioni non sotto controllo e lì, secondo me, c’è tutta una vita di grande valore che cercheremo di riportare nel nostro spettacolo. La poesia del quotidiano, non visto, non guardato ma che può diventare straordinario quando è attraversato da un lampo di genialità. Lo spettacolo che andate a vedere è basato su questo aspetto, abbiamo anche noi con la stessa curiosità di Leonardo da Vinci creato qualcosa che non c’era prima.
Dall’idea iniziale “uno spettacolo che parte male” perché non è pronto a causa di un imprevisto, nascono altri imprevisti e questi imprevisti rappresentano il mondo non creato ma trovato e sviluppato come faceva Leonardo. Lui con il suo grande talento ha rischiato tanto e così anche noi stiamo rischiando. Ma anche noi come lui crediamo nel valore di guardare il mondo con gran curiosità.
Sicuramente tra le tante abilità di Leonardo Da Vinci c’è stata anche una spiccata attenzione alla teatralità, una capacità di immaginare oltre l’esistente, il saper “mescolare” la tecnica, con l’arte e con la scienza per creare qualcosa di unico.
Per le sue Macchine per il volo Leonardo studiò la meccanica, l’anatomia degli uccelli e il comportamento dell’aria, diventando, secondo una felice espressione di un noto studioso vinciano, “aerologo, aerodinamico, aerotecnico e osservatore del volo degli uccelli”.
Tutte discipline diverse per la realizzazione di un unico sogno, ugualmente nella produzione di uno spettacolo di circo contemporaneo si intrecciano i diversi generi espressivi del teatro, del circo, della danza e della musica per la realizzazione di un sogno da regalare al pubblico.
Questa capacità di immaginare, ci è sembrata essere un territorio molto fertile per un lavoro teatrale e circense sviluppato attraverso il gioco di improvvisazione e utilizzando gli strumenti ed il linguaggio del clown e le discipline circensi quali l’acrobatica e la manipolazione di oggetti per non dimenticare le possibilità offerte ovviamente dai numeri aerei.
Ideazione e regia: TED KEIJSER
Con: LAURA BERNOCCHI, ORAZIO DE ROSA, BENOIT ROLAND, SIMONE ROMANÒ, EMANUELE PASQUALINI
Una cooproduzione: PANTAKIN CIRCOTEATRO – LA BARACCA DEI BUFFONI – OPERA ESTATE FESTIVAL DI BASSANO
Con il sostegno di: NAPOLI TEATRO FESTIVAL