Uno scarafaggio arrampicatore sociale, uno scorpione killer, una spugna che vuole smettere di bere, un pappagallo che parla d’amore.
Viskovitz è ognuna di queste bestie e molte altre ancora, alle prese con le loro bizzarrie, nevrosi, vanità. In verità, è la condizione umana, in tutta la sua dignità e scostumatezza, ad essere rappresentata attraverso queste esilaranti metamorfosi.
“Come una bestia”, Viskovitz, è un tour de force di comicità e intelligenza, dove il gergo scientifico diventa invenzione linguistica, la battuta aforisma.
Attacchi folgoranti danno vita a intrecci pieni di sorprese, che spaziano dalla gag comica al western, dall’assurdo al blues. Sono favole ironiche che illuminano un mondo in cui si fatica a essere animali e si finisce per diventare bestie.
L’idea di questo spettacolo nasce dall’esigenza e dalla necessità di trattare dei temi così attuali in modo assurdo, esilarante, cattivo, così come le tratterebbe un clown;
Quattro favole che hanno come protagonista quattro animali, uno scarafaggio, uno scorpione, una spugna e un pappagallo, tutte collegate tra di loro attraverso problemi e situazioni analoghe a quelle che vive l’essere umano ogni giorno, in qualche parte del mondo.
Il verbo essere ripetuto dall’attore durante i cambi di scena sottolinea il legame dei personaggi dello spettacolo con le persone che popolano quotidianamente le nostre vite: “Io sono, tu sei, noi siamo…Visko”.
Uno spettacolo che parte dal teatro comico passa per quello di prosa e arriva al teatro di figura.
Le favole sono raccontate in un impianto scenografico semplice: una scatola, che prima viene aperta e che funge da pannelli attrezzati e fondali che cambiano a seconda del mondo animale che narra la storia; scatola che poi viene chiusa, e che rappresenta, attraverso una girandola, un mondo che quotidianamente gira e vede animali ed essere umani lottare per la conquista di una vita dignitosa, ricca di benessere, amore ed armonia.
La regia impostata su un livello fantastico, i quattro personaggi, parlano della nostra umanità in maniera divertente, poetica e cattiva, indagando sul bisogno primordiale dell’uomo di affrontare con coraggio, qualsiasi disagio pur di trovare la felicità, cercando l’amore o rinunciando completamente.