spettacolo medioevale
Dall' antifona al dramma religioso
Nel IX secolo si iniziarono a musicare alcuni passi del vangelo, i Tropi,
affidandone l'esecuzione a due cori che si scambiavano battute in un dialogo
cantato. Questa è l' antifona, un canto liturgico che, esattamente
come il ditirambo di memoria greca, genererà una nuova forma di
teatro, quello liturgico, che avrà origine laddove i tropi, dapprima
cantati, divennero rappresentati dagli stessi celebranti. Ben presto questi
ultimi, coadiuvati da alcuni ragazzi del coro, daranno corpo alla narrazione
spettacolo medioevale biblica su appositi palchetti di legno,
vestiti di costumi appropriati, con lo scopo di donare anche ai fedeli
analfabeti la conoscenza degli episodi cruciali delle sacre scritture.
E fu proprio l'affluenza dei fedeli a spingere gli "attori"
a spostarsi sul sagrato, dinnanzi ai fedeli riuniti i quali assistevano
ormai alla messinscena di veri e propri '"cicli"' come quello
della nascita di Cristo, ovviamente composto da più episodi. A
fare da sfondo ad ognuno degli episodi del "ciclo" c'era un'apposita
struttura lignea (mansion) cosicchè, concluso un episodio, gli
attori passavano in un'altra mansion ed iniziavano a recitarne uno nuovo.
Tutti in piazza
Nel 1264, in occasione dell'istituzione della festa del Corpus Domini,
il sagrato si dimostrò inadatto ad ospitare eventi tanto solenni
e magnificenti, la rappresentazione si sposta in piazza. Qui l'interpretazione
venne affidata ad attori conosciuti per la loro bravura e non più
da chierici e le mansion si arricchiscono di botole, trabocchetti, gru
e fumi a simulare resurrezioni, cadute nell'inferno, voli di angeli ed
antri infernali. Dopo il 1300, però, le confraternite avocarono
a se l'onere di organizzare gli spettacoli, coadiuvati dalle corporazioni,
che si preoccupavano della costruzione e dell'arredamento delle scene.
spettacolo medioevale.
Il giullare, figura emblematica del teatro medievale, è a tutti
gli effetti un attore professionista, si guadagna cioè da vivere
divertendo il popolo nelle piazze od allietando i banchetti, le nozze,
i festini e le veglie. Prima che prevalesse il termine generico "Giullare"
(da datino Joculator), tali attori venivano chiamati con appellativi specifici
che designavano ogni "performer" secondo il suo campo d'azione.
C'erano i saltatores (saltinbanchi), i balatrones (ballerini) i bufones
(comici) e persino i divini (gli indovini) ed ancora trampolisti, vomitatori
di amene scurrilità, acrobati. Alcuni di loro agivano sulla pubblica
piazza, alcuni nelle corti dei grandi signori; cantavano ai pellegrini
le vite degli eroi e dei santi, oppure si spettacolo medioevale potevano
trovare nelle taverne ad incitare l'"audience" a migliorare
le sue prestazioni potatorie. La chiesa li condannava perché rei
di possedere le capacità di trasformare il loro corpo e la loro
espessione, andando così contro natura e quindi contro la volontà
di Dio creatore; perché girovaghi e conoscitori del mondo e per
questo ragionevolmente irridenti nei confronti delle regole monastiche.
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