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Sapevam di
saper quasi nulla
o meglio nulla,
ma fieri di noi stessi o forse fessi
allora dotti o forse imbroglioni
eravam tanto contenti
di essere teatranti.
Ma lungo il camminare
lento e tortuoso
chi vado ad incontrare…?
IL SAGGIO coraggioso!
Scende da un furgone
con spirito assai gaio,
pareva un ubriacone
e forse era febbraio.
Tirava con le mani un valigione pieno
di mille oggetti strani,
FANTASMI E AMICI NANI.
Capimmo che era artista,
che ha come scena il mondo,
COME PALCO UNA PIAZZA,
distrugge l’amarezza.
E noi teatranti OTTUSI
di quei teatri chiusi
“In strada a recitar ???
Ma non se pole far!”
E ci invitò a seguirlo
parlando di un tesoro
lucente come un faro,
tesoro assai vicino,
il suo baule pieno. |
Ci presentò una CLAVA
e poi dei NASTRI LUNGHI,
un TRAMPOLO pesante
e un TAMBURELLO tondo
e ancora un NASO ROSSO
E FANTASIA INFINITA!!!
Entrando nell’incanto
chiedemmo di provare
IN STRADA A RECITARE.
E non ci fu negato,
salimmo su quel treno
la piazza nostra amica
ci accolse con un “dica”.
Da allora siam farfalle
ed eccoci volare,
e da teatranti seri
rieccoci GIULLARI!
Trovammo nuovi amici
bestie assai rare,
pagliacci molto cari.
Qualcuno dice “bravi”
qualcuno dice “buoni”
chiamam la nostra arte
teatro dei straccioni
SIGNORE e SIGNORI...
BARACCA dei BUFFONI!!!
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